Green Class FFS: i dati di mobilità raccolti rivelano informazioni interessanti

I clienti test di Green Class FFS E-Car sono in viaggio sulla rete stradale e ferroviaria svizzera da ormai oltre sei mesi. Ma come funziona nel concreto il monitoraggio delle loro abitudini di mobilità? E quali sono i primi risultati cui sono giunti i ricercatori del Politecnico federale di Zurigo analizzando i dati raccolti finora sugli spostamenti di questi pionieri della mobilità? Per scoprirlo, abbiamo chiesto a due diretti interessati. Nell’intervista Thomas Hettinger di Customer Insights & Analytics delle FFS e il Prof. Dott. Martin Raubal del Politecnico federale di Zurigo svelano interessanti dettagli sull’app «DailyTracks FFS».

    Quali sono i primi risultati che emergono dal progetto?

    Prof. Raubal: Osserviamo una tendenza generale a spostarsi in modo più multimodale rispetto a prima; inoltre, le nuove abitudini di mobilità hanno un’impronta di carbonio più contenuta. Nei loro spostamenti quotidiani i clienti test di Green Class FFS hanno prodotto in media meno CO2/km e combinato in misura significativamente maggiore il trasporto individuale motorizzato con i mezzi pubblici. Questi primi risultati non possono tuttavia ancora essere considerati del tutto rivelatori poiché siamo arrivati solo a metà del progetto e non conosciamo ancora le ragioni esatte di questi cambi di comportamento. Finora, comunque, lo scenario che si delinea è positivo.

    Hettinger: Già oggi siamo in grado di osservare ad esempio che i clienti attribuiscono una grande importanza ai singoli elementi costitutivi dell’offerta Green Class FFS E-Car. Inoltre, possiamo vedere in che modo diversi mezzi di trasporto e servizi, come ad esempio P+Rail e l’AG, vengono combinati tra loro. Un altro aspetto interessante è dato dal modo in cui il comportamento cambia non appena si ha la possibilità di scegliere in qualsiasi momento e in tutta semplicità tra diverse soluzioni di mobilità e servizi. Sulla base di questi risultati potremo poi pronunciarci in merito a nuovi modelli di mobilità.

    Risultati provvisori dimostrano che la maggior parte dei clienti test di Green Class FFS E-Car usando la nuova offerta di mobilità emette significativamente meno CO2 per chilometro rispetto a prima del progetto (punti verdi). Per conoscere i motivi esatti di questo cambiamento occorre approfondire ulteriormente la ricerca.

      Signor Hettinger, da quali dati avete tratto queste conclusioni?

      Hettinger: Con Green Class FFS ci stiamo addentrando in un territorio inesplorato per quanto riguarda la mole di dati rilevati sui nostri clienti. Per capire come vengano impiegati i singoli elementi costitutivi del pacchetto, ad esempio l’AG per i trasporti pubblici o il carsharing di Mobility, abbiamo bisogno di due tipologie di dati.

      Da un lato rileviamo i dati di mobilità esatti dei clienti che ci rivelano informazioni preziose sull’effettivo utilizzo che viene fatto dei diversi prodotti. A tale scopo usiamo i dati registrati tramite l’app per smartphone appositamente sviluppata, i dati di utilizzo della BMW i3 e i dati relativi alle prenotazioni di Mobility e PubliBike. Messi insieme, questi dati ci forniscono un profilo di mobilità completo per ognuno dei clienti test. Tuttavia, poiché per noi il «perché» è importante tanto quanto il «come» e il «quando», raccogliamo anche le esperienze dei clienti test mediante sondaggi e workshop. In un progetto come Green Class FFS il feedback diretto dei clienti è indispensabile, perché solo così è possibile sviluppare offerte modellate su di essi.

      Quale ruolo svolge l’app in questo progetto pilota?

      Hettinger: Il nostro obiettivo è conoscere nel dettaglio le abitudini di mobilità di ogni singolo cliente test. Con i metodi di rilevamento tradizionali, come diari e interviste telefoniche, non sarebbe fattibile in quanto ciò richiederebbe un impegno troppo grande ai clienti. Con l’app «DailyTracks FFS» i clienti possono registrare i loro spostamenti in tutta semplicità con lo smartphone e poi controllarli. Siamo molto soddisfatti della costanza e della metodicità con cui i nostri pionieri della mobilità stanno utilizzando l’app. È una conferma del fatto che con questo tipo di ricerca siamo sulla strada giusta.

      L'app «DailyTracks FFS».

        I fitness tracker sono alla moda ed è dimostrato che il confronto e la competizione con gli altri spronino a fare più sport. Funziona così anche con «DailyTracks FFS»? Ci sono già idee su come potenziare l’app? Del tipo, chi viaggia nel modo più ecologico si aggiudica dei punti...

        Hettinger: Sono in corso riflessioni in questa direzione. In effetti, l’app non serve solo a registrare gli spostamenti e a mettere i dati a disposizione per l’analisi scientifica. Agli utenti piace anche il fatto di poter tenere traccia della propria mobilità e vedere ad esempio quanti chilometri hanno percorso con il treno nell’ultimo mese. Inoltre, possono anche confrontarsi con gli altri. È nostra intenzione mantenere queste opzioni e potenziarle ulteriormente. Un utente ben informato può gestire la propria mobilità con maggiore consapevolezza.

        Prof. Raubal, perché il Politecnico federale di Zurigo ha deciso di collaborare con le Ferrovie federali svizzere al progetto Green Class FFS?

        Prof. Raubal: La nostra attività di ricerca al Mobility Information Engineering Lab si concentra sullo sviluppo di metodi per analizzare diversi aspetti spaziali della mobilità. Cerchiamo ad esempio di capire quando e dove si spostino le persone e con quali mezzi di trasporto. Questo, da un lato, ci aiuta a valutare lo status quo delle abitudini di mobilità e a calcolare a grandi linee l’inquinamento ambientale in termini di emissioni di CO2 e, dall’altro, ci consente di calcolare alternative di trasporto più sostenibili proponendole alle persone tramite app (ad esempio con il progetto GoEco!).

        Green Class FFS è un progetto unico nel suo genere e per noi è molto interessante perché ci offre la possibilità di analizzare dati di tracking di 150 utenti relativi a un intero anno e di ottenere così preziose informazioni sulle loro abitudini di mobilità. In futuro ci saranno sempre più offerte di mobilità collaborative ed è pertanto necessario raccogliere esperienze a riguardo per capire come queste soluzioni vengano effettivamente usate dalla gente.

        Con i dati raccolti sarà possibile produrre un profilo di mobilità personale per ogni utente sulla base del quale potranno essere ottimizzate le sue abitudini di mobilità in termini di tempo, costi ed efficienza energetica. I dati aggregati sono utili anche in vista di una futura ottimizzazione dell’infrastruttura dei trasporti, che oggigiorno riveste un’importanza crescente.

        1 | 2 Prof. Dott. Martin Raubal del Politecnico federale di Zurigo. Foto: Politecnico federale di Zurigo/Giulia Marthaler.
        2 | 2 Thomas Hettinger di Customer Insights & Analytics FFS.